FELICITÀ: MEGLIO VIVERLA CHE CERCARLA
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FELICITÀ: MEGLIO VIVERLA CHE CERCARLA


Oggi, 20 marzo, è stata la Giornata Internazionale della felicità.

Quanto tempo della nostra vita passiamo a cercarla? Quante volte ci svegliamo la mattina sperando che quella appena iniziata sia una giornata felice?

Sono fermamente convinta che ogni giorno racchiuda in se tutta la felicità di cui abbiamo bisogno. Basta solo non pensarci.

A volte siamo così ossessionati dalla felicità che viviamo momenti estremamente felici senza neanche rendercene conto.

Vi siete mai fermati a pensarci?

Vivo la felicità come una sensazione estremamente semplice. Cerco ogni giorno di trovarla almeno una volta, nascosta nella mia routine. E devo ammettere che spesso è difficile. Ci sono giornate veramente no, in cui sembra quasi impossibile accennare anche solo un sorriso.

Non posso negare che da quando sono diventata mamma il tutto si è molto semplificato. Il perché è semplice ed evidente.

Quando la mattina ti svegli e accanto a te si sprigiona il sorriso più bello e sincero del mondo, è impossibile non iniziare la mattina con un pizzico di felicità e ottimismo.

È vero anche che lo stesso soggetto ci mette un nano secondo a modificare il mood della mattinata. I capricci sono dietro l’angolo e la pazienza ha un limite per tutti. Ma anche in quei momenti, se si presta un minimo di attenzione (e si respira profondamente, molto profondamente), può scappare una risata.

E poi c’è la sera, quando dopo una giornata di lavoro torni a casa, apri la porta e quel sorriso è ancora li ad aspettarti.

Ma a parte i figli, che è scontato essere fonti inesauribili di felicità (e di arrabbiature e preoccupazioni).

Credo davvero che si possa trovare e vivere in ogni quotidianità.

Sono felice quando mi siedo a tavola per mangiare. Non importa se davanti a me ho le lasagne o un’insalata. Mi sento comunque felice, perché mi sto prendendo cura di me. Per quel poco del tempo che rimango seduta sono tranquilla.

Sono felice quando ogni giorno lascio mio figlio a mia mamma. So che lei si prenderà cura di lui, che giocheranno e si divertiranno insieme. Io sarò a lavoro e lo farò anche per lui. E aspetterò le foto che mi manderanno, piene di sorrisi. E questo, ovviamente, contribuirà alla mia felicità.

Sono felice quando la sera mi siedo per terra, insieme a Diego e a Francesco. Sul tappeto a giocare ho imparato a guardare quel momento della giornata da un’altra prospettiva. Prima la felicità era sdraiarmi sul divano a guardare un film. Adesso è giocare a palla, leggere una fiaba o costruire un castello.

Spesso sono stanca, vorrei riposarmi. Quel divano a volte lo desidererei più di ogni altra cosa. Ma non per questo mi sento di aver perso la mia felicità.

La vita cambia.

A volte ci sembra di avere davanti a noi degli ostacoli insuperabili. Molte volte ci sembra addirittura che la felicità si sia dimenticata il nostro indirizzo.

E invece no. È lì accanto a noi. È sempre stata lì. Ma noi eravamo così impegnati a guardare dove fosse andata a finire che l’abbiamo ignorata. E quel momento di felicità è andato perso per sempre.

Oggi, 20 marzo, è stata la Giornata Internazionale della felicità. Ma ogni attimo è quello giusto per essere felici.

Perché la felicità è meglio viverla che cercarla.

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